Una poesia al giorno toglie la codardia di torno: Heraud (3)

 

Parola di guerrigliero

 

Perché la mia patria è bella

come una spada nell’aria

e più grande ora e di nuovo

e più bella ancora,

io parlo e la difendo

con la mia vita.

Non m’importa quel che dicono

i traditori

abbiamo chiuso il passaggio

con grosse lacrime

d’acciaio.

Il cielo è nostro.

Nostro il pane quotidiano,

abbiamo seminato e raccolto

il grano e la terra,

sono nostri

e per sempre ci

appartengono

il mare,

le montagne

e gli uccelli.

 

(Javier Heraud)

 

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Una risposta a Una poesia al giorno toglie la codardia di torno: Heraud (3)

  1. valentina ha detto:

    Questa poesia oggi mi sembra scritta da un alieno.Forse, davvero, mi sto abituando anche io a questo concetto di cittadinanza non praticante, da questa malattia di un popolo che si riconosce italiano solo durante i Mondiali di calcio, che per difendere la patria non dico che non rischierebbe la vita ma non rischierebbe neanche di perdersi l\’inizio di Amici di Maria de Filippi.Un popolo senza memoria storica, per cui é normale che un Savoia mi spieghi a Sanremo cos\’è il patriottismo. Un popolo che non si ricorda manco più da che cosa é tenuto insieme.Stasera farei leggere ad alta voce questa poesia ad ogni cittadino italiano (me compresa), solo per sentirgli dire "nostro".

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