Un Paese allo sfascio

 

E mi ritrovo per il terzo anno consecutivo a scrivere due righe sull’esito di una tornata elettorale. Se il 2008 è stata una tragedia, il 2009 un dramma nel 2010 poteva andare anche peggio. No, assolutamente no. Non poteva andar peggio di così. Il risultato è stato talmente sconvolgente che persino Ricky Martin ha dovuto dichiararsi gay (e non so se fa più ridere talmente o persino).

La Lega Nord si divora famelica tutto il nord: si potrà festeggiare finalmente con grandi falò nei campi rom, in attesa dei fuochi artificiali delle nuove centrali nucleari.

Nel mio Piemonte gli elettori dovevano fare un’importante scelta di campo. Hanno prediletto il concime migliore: Cota pel di Pota.

In Lombardia ha stravinto per la quarta volta consecutiva il catechista Formigoni: ma istituire una monarchia non sarebbe più conveniente? Notizia inquietante: nella provincia di Brescia Renzo “Trota” Bossi è stato il candidato più votato con 12893 preferenze. Commovente la dichiarazione del padre Umberto: “GHhvbehs+èn&%jdgoika agcauc klfgahklihc qewqwedclkèpcinlaeio” prontamente tradotta dall’amico Calderoli: “Dare il voto agli extracomunitari, non mi sembra il caso, un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi” immediatamente interpretata da tal dirigente Gibelli: “Mio figlio è entrato in politica perché ha lavorato tanto” prontamente ridimensionata dal Provveditorato agli Studi: “Aver avuto tanti compagni di classe può aver aiutato a prendere tutti quei voti…”

In Veneto scontata e netta affermazione del leghista Vrum Vrum Zaia, ma dopo aver ascoltato le dichiarazioni dello pseudo-oppositore del centrosinistra Giuseppe Bortolussi: “L’onda anomala della Lega che sorpassa il Pdl apre la possibilità di dialogo tra Pd e PdL. All’inizio diranno di no, ma poi col tempo l’onda anomala del Carroccio apparirà preoccupante” mi domando come i poveri veneti abbiano potuto votare per un siffatto coglione senza vomitare nel seggio.

Per fortuna esistono ancora la Liguria, l’Emilia, la Toscana, l’Umbria, le Marche e la Basilicata che regalano uno sprazzo anche se prevedibile di luce. E in effetti domenica mattina Bersani (non Samuele, quell’altro) appariva piuttosto spensierato e disteso davanti ai giornalisti che gli domandavano chi cazzo fosse: stava ponderando che se tra 5 anni prometterà una bella centrale nucleare in Umbria, una bella Tav tra Modena e Cesena, una bella alleanza con l’Udc in Toscana si potrà finalmente realizzare il tanto vituperato sogno delle Regioni Rosse in mano berlusconiana.

Nel Lazio, inaspettato e ignobile successo della Polverini, ma non c’è da  preoccuparsi più di tanto: c’è tempo tutto il mese di aprile per votare. Il commento del solito Bersani: “Abbiamo fatto quello che potevamo”. Cioè nulla di nulla. Interessante la boutade di Sgarbi, dopo l’esclusione della sua lista: ha preteso che tutti gli stupido, imbecille, bastardo, rotto in culo, coglione, testa di minchia, figlio di escort sulle schede fossero voti riconducibili a lui.

Festa anche nelle discariche della Campania per la vittoria di Caldoro. Ma se il centrosinistra presenta uno come De Luca, che era conveniente come un ladro che rapina un autogrill e il cui identikit non sarebbe mai stato scoperto dalla polizia se per camuffarsi non avesse indossato una sacchetto di plastica trasparente, che cosa volevamo aspettarci?

Peggio che peggio il candidato Pd della Calabria Loiero, un evaso da una prigione di massima sicurezza che appena giunto a casa ha aggiornato il suo stato su Facebook vantandosi dell’impresa e fornendo dettagli sulle sue prossime mosse facendosi beccare immediatamente con le mani nel sacco, che è riuscito a farsi sbaragliare dal centrodestra nonostante la terribile crisi economica abbia determinato che molti voti siano rimasti invenduti. Giubilo tra le cosche calabresi.

L’unica nota positiva per quel che rimane della sinistra viene dalla Puglia, ma solo perché il magnifico Vendola si è imposto alle primarie sul candidato spinto da D’Alema, tal Boccia, che aveva l’unico merito di aver vinto il campionato delle scarpe più puzzolenti del Tavoliere, dopo una strenua lotta con tutti gli altri concorrenti che ha portato allo sterminio di tutti i giudici del concorso.

Per chiudere questo compendio astruso le dichiarazioni dei partiti. Pdl: abbiamo vinto. Pd: abbiamo vinto. Lega: abbiamo vinto. Udc: abbiamo vinto. Chissà perché quelli che perdono sono sempre gli elettori…

Sottolineando che, anche grazie al mio voto, siamo riusciti ad ottenere il mirabile risultato di eleggere due consiglieri regionali del MoVimento Cinque Stelle in Piemonte, la più lucida analisi della situazione italiana ce la fornisce un immenso Daniele Luttazzi. Non ci resta che ridere…

 

 

 

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3 risposte a Un Paese allo sfascio

  1. L'Ale ha detto:

    Non ci resta che emigrare.

  2. Chiara ha detto:

    Molti hanno scritto di voler emigrare.Ci stiamo organizzando… Caro vips,volevo quasi chiamarti per venire a piangere con te davanti all tv(citazione elezioni precedenti!). Ora pensiamo a come sopravvivere

  3. Chiara ha detto:

    mah,dicevano di ricky mara costume e società…ma io lo davo per dichiarato da tempo.uahuah si,allora deve esserci un certo collegamento tra i fatti😀

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