La canzone del giorno (45): Le Vibrazioni

 

Le anomalie della realtà mi rendono inquieto,

ma è nell’enfasi dell’essere

che si effonde la mia passione.

Ed il cospargermi di ebbrezza mi invoglia

a ricercare le tue remote intimità.

 

 

 

Definire il tempo: un istante o l’eternità? La libertà di una farfalla o la prigione di un bruco? Un secondo per fermarsi o l’infinito per fuggire? Un’illusione o una speranza? Un’ambizione o una condanna? I giorni sono silenzi, maestosi come cattedrali ferme ad aspettare i secoli che verranno, quando io e te saremo ancora intenti a cercarci e rincorrerci. I giorni sono sinfonie, complessi come architetture che si ripetono nello scorrere del tempo, che cercano l’armonia dello spirito, che offrono deliziose sensazioni, che rapiscono la mente, che fotografano un viso, degli occhi, delle mani, che lasciano vagare il respiro leggero del mare come in un sogno. I giorni sono mosaici, indispensabili come le nostre anime separate ed indivisibili, testimoni delle simmetrie del divenire. Anime che vivono dentro vuoti e spazi di inopportune distanze che non si trasformano mai in lontananze. Che si fiutano e si trovano nei confini dei loro sogni annegando nella malinconia d’un oceano smisurato. Che scandiscono i loro istinti e le loro ragioni in sequenze di palpiti che non andranno mai perduti. Che cercano risposte a domande topiche che troveranno i quando e i perché.  Che ascoltano la melodia delle loro voci negli anfratti del tempo e nella perennità delle stelle. E quando si scoprono il calore dei corpi sale, gli occhi si fissano, le mani si avvicinano, le menti si abbracciano, i sospiri si stringono, gli infiniti si uniscono. E sono attimi impercettibili, lunghi il tempo che produce delLe Vibrazioni, lunghi il tempo di una carezza come “Malie”, immutabili e indimenticabili. E quando la musica si spegne incomincia il tempo. Che può durare momenti o vite… 

 

 

Fonte: http://www.youtube.com/user/markmon993

 

 

 

TESTO:

 

Parlerò di fiori e di romantiche malie,

di pianeti e di stelle

che ci osservano dall’immensità.

Con tutte quelle volte che ho chiesto aiuto

ad un Dio che non mi ha cantato mai

le melodie di questo cantico.

 

Le anomalie della realtà mi rendono inquieto,

ma è nell’enfasi dell’essere

che si effonde la mia passione.

Ed il cospargermi di ebbrezza mi invoglia

a ricercare le tue remote intimità.

 

Così attimo per attimo,

il tempo scandisce la sua erosione.

Così attimo per attimo,

vivrò la mia idea senza fine.

 

Monotoni in un pensiero che, in oscillazione,

stanca le mie pulsanti radici…

 

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