Una poesia al giorno toglie la distopia di torno: Boye (7)

 

I focolari

 

Ogni tua parola è come un seme.

Scava profondamente la sua radice.

Io mi sveglio per un misterioso dolore

e non trovo rimedio.

 

Allora mi consuma come un’amara sete

ogni movimento che hai fatto.

Ogni accento e ogni sguardo

si avvicina, chiaro e grande.

 

Il giorno è grigio di ciò che in me e intorno a me

intorbida la mia figura.

Ma chiaro come specchio è il mondo della notte

dove tu sei tutto, tutto.

 

(Karin Boye)

 

Questa voce è stata pubblicata in Poesie. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...