L’angolo del rifiuto VII

 

Vi avverto fin d’ora, e che qualcuno non osi saltar fuori e dichiarare che non ve l’avevo detto: Marco Marfè sarà il fenomeno che scaverà le classifiche, Mariottide copyright, nei prossimi decenni e merita un’immediata e degna presentazione. Gli amanti del genere in questione, gli emo, i tamarri, le sanguisughe, i fan di Povia, i papaboys, chi crede a Babbo Natale e a Radio Maria, chi guarda sempre i Gormiti in televisione, chi si lava solo il 29 febbraio e chi non capisce il piemunteise non si offenda: questa è la strada bellezze!

Il buon Marfè rispetta pienamente tutti i canoni del nuovo corso n(e)o melodico pop-denz napoletano: età compresa tra i 10 e i  19 anni (se non credete a queste stime ascoltatevi il frizzantinissimo Stefano De Santis e ditemi se non sognate un figlio così), luogo di nascita imprecisato racchiuso tra Scampia, Secondigliano, Sanità, Napoli Centro e le ville abusive sul Vesuvio, cugino di settimo grado della scala Richter di almeno un Peppe Pupata, Aietano Coppola, Ndonio Pisciazzuolo, Grabbiele Gargiulo, Semmuone Austacchio, Mbrinesse Vasciaiola, Ulanna Iodice, Nando Quagliarulo, titolo di studio conseguito il secondo anno di asilo nido tramite Grandi Scuole, primi lavoretti come meccanico, spacciatore (che metterà in risalto le sofferenze cantautorali di quelli che hanno scelto di diventare latitanti per il bene della società) o compositore di suonerie sinfoniche per cellulari plasmate su cagnolini che latrano, micini che si dopano, rane che amoreggiano e mucche che scorreggiano su fiorellini che ballano, ispirato da pezzi di preistoria della musica italiana come Nino D’Angelo, Ciro Ricci, Gigi D’Alessio e dagli ultimi miti postnucleari Gianni Celeste e Maria Nazionale, sverginato dall’indimenticato duetto Mario Merola – Josy Cappella, maturato musicalmente da tre giorni di pianobar con lo zio suonatore di lassofono, immancabili primi concerti ai matrimoni di sposi che non l’hanno invitato, ai funerali di parenti straziati dalla sua ugola, nei sottoscala delle case popolari, nelle residenze dei boss e nei bagni pubblici, predestinate esibizioni sul piccolo schermo a TeleFogna, TelePigliDiBrutto, TeleSuonoDiSantaRagione, Tele Discarica, tipico colorito caffelatte luminescente perpetuamente abbronzato e radioattivo di chi si fa il bagno nel cerone di Berlusconi, esemplare depilazione delle sopracciglia a suddivisioni del millimetro come evidente simbolo di virilità alla Elenoir Bellucci, ammirevole abbigliamento sobrio e rigorosamente contraffatto che non può fare a meno del mutandone Volta&Gabbana, della maglietta Baci&Stracci, del jeansettino Armanicomio, del classico orecchino a diamante 27 mila carati Versacci, della invisibilissima collana lunga come un pitone Swalutovski, del gel Vinavil, della lacca in amianto Cotonett e degli occhiali con la montatura a forma di fragola.

I fanz del cantante neomelodico si contraddistinguono per il peculiare processo inverso di crescita cerebrale: mentre le persone normali hanno un effettivo calo delle prestazioni dei neuroni generalmente nella terza età, loro intraprendono tale cambiamento a partire dalla nascita, arrivando a 15 anni ad avere le capacità intellettuali di una libreria dell’Ikea. Prediligono il linguaggio gestuale a quello verbale che di solito è disarticolato, incomprensibile, grezzo, inframezzato da ricorrenti infatti, cioè, embé, bestemmie e neologismi abbreviati stile messenger. I fanz maschili condividono la musica più figa del mondo a tutto volume con tutti gli esseri viventi presenti nel raggio utile a propagare il sisma, facendo capire quanto quelle soavi melodie possano colpire con proiettili avvelenati le anime e hanno una bizzarra tecnica di approccio, denominata palpazione del deretano delle ragazze: se la donzella è anch’essa una fanz si volgerà per dargliela, altrimenti si girerà per finirlo brandendo coltelli, catene, spranghe o asce.

Ma ora dopo questo compendiale trattato antropologico, gustiamoci il sublime capolavoro marfesco:

 

 

Fonte: http://www.youtube.com/user/SGDLUSH75

 

Notare lo strabiliante canovaccio del video: il nostro eroe viene caricato su un elicottero della Protezione Civile, scortato dalle fide guardie del corpo Berto, se c’è sospetto e bufera lui è già sul posto con la picozza e il registratore di cassa, e Laso, che al presunto scandalo delle ristrutturazioni alle sue abitazioni risponde che era solo fisioterapia ai tubi sofferenti di cervicale, e scaraventato in Afghanistan per sbaragliare i Talebani con un carico di crema coprente per i brufoli, fondotinta addensato, piastra per  capelli, autoabbronzante, latte doposole, unghie finte, pinzette, lentine colorate, orecchini tre metri sopra il cielo, ziggulit per l’alito, mollettine di Hello Kitty, mastice per ceretta, scatola di preservativi scaduti, mentos contrabbandate per pillole contraccettive, sopracciglia posticce di Elio delle Storie Tese. Purtroppo il nostro prode paladino, con il nerbo di una lumaca sotto anestesia, per non tradire la sua nomea frizzantina cade sui Faraglioni di Capri e non riuscirà mai a salvare questo pianeta malridotto. Semplicemente esaltante…

Dal lato squisitamente scenico il nostro dimostra di saper cantare come un mulo che si diletta in risciacqui con litrozzi di Coca Cola light, ripete fino alla nausea gli stessi tre movimenti scombinati come la mattarellata del pizzaiolo o l’aleggio del fagiano, presenta incessantemente l’espressione di uno che pensa di essere sexy e atletico, ammicca come per dare alle donne un argomento in più per ritenere che il sesso sia sopravvalutato.

 

Ultim’ora: trovato uno scarrafone sul set del video di Marco Marfè. "Appena ho capito cosa c’era su quell’elicottero, ho iniziato a sentirmi malissimo. Sono dovuto andare all’ospedale" ha proferito lo scarrafone.

 

Ultim’ora due: il Governo Italiano ha preannunciato un ulteriore aumento delle tasse. Spiegazione ufficiale: “Marco Marfè arrampicandosi come un orango, ha distrutto 127 elicotteri dell’Esercito”.

 

Ultim’ora tre: é bufera sui costosissimi effetti speciali del fantastico video di Marco Marfè. Il Pd: "Ora si vada a fondo". Va bene carissimi, ma adesso potreste anche spendere due parole per il tema in questione, invece di parlare sempre di voi.

 

Ultim’ora quattro: Marco Marfè sulla corista del brano: “Se lei è intelligente quanto bella faremo grandi cose insieme”. Risposta della corista: “Se Marfè è intelligente quanto bello, ne dubito fortemente”.

 

Questa voce è stata pubblicata in Dj Mike. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...