Una poesia al giorno toglie il temporale di torno: Altolaguirre (4)

 

 

Il tuo nudo

 

Il cielo del tuo tatto

dorato copriva

l’occulto giardino

di passione e di musica.

 

Alte edere di sangue

abbracciavano le tue ossa.

 

La carezza dell’anima

– trepida brezza – moveva

tutto quel che tu eri.

 

Vaghissimo crepuscolo

di rossore e indolenza

era la tua pelle! Restavi

come astro senza scintillio

che dal sole riceva

la luce del tuo alone.

 

Soltanto sotto i tuoi piedi era notte.

Eri prigione di musica,

dalla musica catturata

che tentava fuggire

in ogni tuo gesto,

ma che uscir non poteva

e s’affacciava come un bimbo

ai vetri dei tuoi occhi limpidi.

 

(Manuel Altolaguirre)

 

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