Schegge struggenti

 

da L’opera struggente di un formidabile genioDave Eggers

 

"…Siamo in troppi, sono in troppi. Troppi, troppo simili. Che ci fanno tutti qui?Questo starsene in piedi, seduti, parlare. Non c’è neppure un tavolo da biliardo, delle freccette, niente. Semplicemente un gran cazzeggiare, perdere tempo, bere birra da boccali di vetro spesso… Ho messo a repentaglio la mia vita per questo?Urge che accada qualcosa. Qualcosa di grosso. Che ne so la conquista di un edificio, una città, un paese. Dovremmo tutti amarci e conquistare dei piccoli stati. Oppure no, organizzare dei tafferugli. Oppure no, delle orge. Ecco ci dovrebbe essere un orgia……

..Ma tutto questo, tutto questo è osceno. Come possiamo starcene qui a parlare di nulla, invece di correre come un unica fiumana di gente verso qualcosa, qualcosa di enorme e ribaltarlo?.. Come osiamo starcene qui senza nemmeno chiudere le porte sostituire le lampadine a luce bianca con altre rosse e dare inizio ad un orgia di massa a un gioioso mescolarsi di braccia gambe e seni?"

 

 

 

“Voglio dire, anche se cominciassi ora…non c’è niente di peggio dell’attesa. L’attesa di essere quello che vuoi essere. Il trascinarsi di giorno in giorno, i lavori temporanei tipo la postproduzione di Flipper.”

“Per qualsiasi cosa ci vuole un sacco di tempo. Dovrebbe essere più facile.”

“Dovrebbe essere istantaneo. Automatico.”

“Ogni giorno una rivoluzione che sgombri il mondo, una rivoluzione pacifica, volta alla rigenerazione più che alla distruzione,. Cominciare ogni giorno col mondo che conosciamo ed entro le nove, dieci del mattino, distruggerlo.”

“Ma hai detto…”

“Lo so. Mi sono appena contraddetto. Va bene, allora, ci sarà un po’ di distruzione, ma non sarà ai danno di nessuno né contro la volontà di nessuno.”

“Va bene, va bene, e…?”

“ Diciamo che ogni giorno, ogni mattina, milioni di persone, a un certo segnala prefissato , buttano giù l’intera dannata baracca, città e paesi, con martelli, seghe e sassi e bulldozer e carri armati e roba del genere. Un colpo di spugna alla lavagnetta magica. Ci raduniamo nei pressi degli edifici come formiche, poi li imbraghiamo e li tiriamo giù, buttiamo giù tutto quanto, ogni giorno, così che il mondo, entro mezzogiorno, è ben piatto, ripulito di ogni edificio e ponte e torre.”

“Ogni tanto faccio dei sogni del genere, nei quali sposto delle cose enormi.”

“ Sì, sì. E dopo avere tirato giù tutto, quando la tela è ritornata vuota…”

“ Si ricomincia da capo. Ma non un inizio del tipo “Roma non è stata fatta in un giorno.” E neppure stile ricostruzione della Germania. Voglio dire, ci svegliamo, buttiamo giù il mondo fino alle fondamenta, o anche più giù, e poi, per le tre del pomeriggio, ci ritroviamo un mondo nuovo.”

“Per le tre?”

“Sì, due o tre, a seconda del clima, se è estate o inverno…dovremmo avere abbastanza luce per goderci il panorama. Intendo dire, credo che potremmo farne di cose. Cioè, immagina un po’ se un centinaio di milioni di persone o più, molte di più…Quante persone ci saranno al mondo, devono essere almeno due miliardi, giusto?”

“Due mi….”

“ Sì, allora immagina di prendere tutte quelle persone e di spargere la voce che da oggi in poi ogni giorno creiamo tutto daccapo.”

 

 

 

Ovviamente stiamo mentendo. Tutti l’hanno visto. Tutti noi lo disprezziamo, ne siamo attratti, e siamo morbosamente curiosi. Che sia interessante proprio per il fatto che è così brutto e che i suoi protagonisti sono così terribilmente noiosi? Oppure è perché possiamo riconoscervi degli inquietanti tratti familiari? Forse ci corrisponde in tutto e per tutto. Guardare quel programma è come ascoltarsi in un registratore: la voce ovviamente è quella vera eppure, per quanto uno la possa percepire come armonica e articolata, una volta fissata sul nastro magnetico e riprodotta, suona improvvisamente stridula, nasale, orrenda. Che siano così anche le nostre vite? Parliamo in quel modo e abbiamo quell’aspetto? Effettivamente potrebbe essere. Anzi, è così. Oppure no. La banalità delle nostre esistenze da classe medioalta, così vistosamente oscillanti tra la guida in stato di ubriachezza da fase liceale – da intendersi ovviamente solo in senso metaforico – e la morte civile della proprietà immobiliare e della vita familiare, specie se corredate di area relax con divani in colori vivaci, lampade con le bolle colorate e tavoli da biliardo…tutto ciò non dovrebbe rendere interessante la televisione solo per coloro la cui vita è ancora più noiosa di quella del cast di The Real World?

 

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Una risposta a Schegge struggenti

  1. Chiara ha detto:

    Oddio,questo intervento è bellissimo.cioè,in quest\’epoca sono domande esistenziali e di fondamentale importanza.Ci sarebbe da scriverci un libro o una tesi sull\’argomento…ci sarebbe!mi limito a dire che ci pensavo giustoin questi giorni.Però confesso,anch\’io ho amato OC quanto la mia non noiosa vita e adesso cerco di stare assiduamente dietro a Paso Adelante,ma quello è un altro discorso,tutta ispirazione e rifessione su dove andrà a finire la danza oggi.
    il problema vero sorge quando la vita altrui sul teleschermo si sostituisce a quella propria reale.Su un divano a colori vivaci voglio vedere quante avventure ti possono capitare…

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